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INSALATA DI RISI

Gastronomia — By Francesco on luglio 11, 2011 at 13:54

 

Metti una sera a cena durante l’afosa estate romana …

… l’idea più banale potrebbe essere quella di un’insalata di riso.

Recentemente ho pensato di portarla ad una cena, in una versione modificata, naturalmente senza né carne né pesce, ma che potesse risultare appetitosa ed invitante anche agli aficionados del tonno e dei wurstel, oltre che completa dal punto di vista nutritivo.

Prima di tutto ho preso un misto riso in cui, oltre al riso bianco, ci fosse anche il riso nero Venere. In realtà ho scoperto che vi era anche un terzo tipo di riso, molto particolare, quello nero selvatico, dal caratteristico chicco lungo e sottile. C’è da dire che le miscele di riso misto vanno cotte per un tempo piuttosto lungo, quindi è d’obbligo giocare d’anticipo. In questo caso la cottura consigliata era 30 minuti dal bollore, ma qualche minuto in più, soprattutto per il riso nero, non guasta.

Una volta scolato, una generosa “doccia” d’acqua fredda fermerà la cottura e laverà via l’amido dai chicchi che altrimenti diventerebbero una poltiglia ben poco invitante. All’inizio  tremavo all’idea di “sciacquare” il riso togliendo via il sale, ma ho scoperto che possono essere  aggiunti altri ingredienti , successivamente alla cottura, che risolvono la questione, coma la salsa di soia, il gomasio, le stesse spezie …

Mentre la nostra base di misto riso cuoce, possiamo preparare le verdure.

Personalmente ho scelto zucchine, avocado, piselli, carote, cetrioli.  Un’aggiunta più particolare potrebbero essere alcune fettine crude di un peperone rosso o giallo – ma ho constatato mio malgrado che non piacciono molto – oppure degli spicchi di cipolla rossa dolce di Tropea o una dadolata di melanzane grigliate.

Tornando  alle verdure che ho effettivamente utilizzato, va detto che le zucchine e le carote van fatte saltare a rondelle non troppo sottili in una padella con un po’ d’olio e d’aglio, magari con l’aggiunta di una spolverata di pangrattato che contribuisce a rendere tutto più dorato e consistente.

Cetrioli e avocado vanno invece tagliati e aggiunti crudi, com’è ovvio. L’avocado, in particolare, deve essere ben maturo, morbido al tatto e facile da aprire, con l’interno cremoso. Assolutamente da evitare nel caso lo troviate acerbo. Una volta mi è capitato, era immangiabile.

Per i piselli, onde non complicarvi la vita, orientatevi su quelli in scatola, magari saltati anch’essi con zucchine e carote.

Alle verdure possono essere aggiunti, ed io l’ho fatto, alcuni gustosi derivati della soia, che potranno fornire un buon apporto proteico al tutto, oppure del seitan – la tanto vituperata “carne vegetale” estratta dal frumento che non presenta nessuna complicazione particolare se non quella abbastanza ovvia di essere opportunamente condita e insaporita  –  che verrà fatto saltare con le verdure e un po’ di sale e sesamo.

Nella mia ricetta ho aggiunto del tofu alle erbe, tagliato a fettine e messo crudo, e dei wurstel di soia tipo Viennese, anch’essi crudi e tagliati.

Una manciata sobria di semi misti – girasole, zucca, sesamo, lino – darà ulteriore gusto e maggiore valore nutrizionale all’insalata, grazie alla presenza di grassi polinsaturi e omega3.

Se proprio non sapete rinunciare del tutto a mangiare prodotti animali, al tofu e ai wurstel di soia potrete sostituire del primosale o della feta greca, ma non unite soia e formaggio, l’epilogo della cena potrebbe rivelarsi sgradito …

Buon appetito.

 

Francesco Carella

 

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