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RE FERENDUM & …

ATTUALITA', Politica — By Massimo on giugno 24, 2011 at 10:40

 

…RE PUBLICA.

Dal 21 gennaio 2011, i diritti di sfruttamento (per alcuni solo dell’immagine) del Colosseo sono  di spettanza dalla Tod’s di Diego Della Valle, che ne disporrà per 15 anni. In soldoni, nulla si può fare del Colosseo che lui non voglia (chiedere alla VolksWagen). Questo a seguito dell’accordo per cui il ciabattino toscano incravattato si è assunto l’onere di sborsare 25 milioni di euro (che poi è il prezzo da pagare per far giocare Hamsik in una squadra diversa dal Napoli) per il restauro del più noto anfiteatro Flavio.

Cosa c’entra questo col referendum? Relax!

Il Comune di Roma o Roma capitale che dir si voglia, non è in grado di far fronte ai costi del restauro del Colosseo e apre ai privati. Non cede il Colosseo ma lo sfruttamento dei diritti del suo utilizzo per 15 anni. Nessuno fa niente per niente e men che meno un imprenditore con i soldi della sua azienda. Se poi questo vuole accreditarsi come uomo che ama l’arte e la tutela, che difende il bene pubblico e interviene per salvaguardare la res pubblica, casualmente prima di entrare in politica … allora si affida alla Comunicazione il compito di nascondere un aspetto a vantaggio dell’altro.

E’ giusto che il privato il quale ripara un bene di tutti possa trarne un qualche vantaggio a fronte del suo lavoro e dell’utilizzo delle sue risorse? Per caso si è fatto un referendum per chiedere alla città di Roma o agli italiani se questo fosse giusto? Non si è fatto.

Eppure  si è fatto un referendum c.d. “sull’acqua pubblica”. Il quesito è stato promosso (altri, più cinici, direbbero venduto) come se si domandasse ai cittadini la loro opinione sulla necessità che l’acqua dovesse rimanere bene di tutti (risposta scontata) o potesse divenire di proprietà dei privati, che avrebbero potuto venderla e guadagnarci sopra.

In realtà il quesito chiedeva se fosse giusto che i privati potessero ricavare un equo guadagno a fronte della gestione della rete idrica. Ovverosia, loro restaurano le condotte dell’acqua (cosa che l’Amministrazione non è in grado di fare) e in cambio possono erogare l’acqua facendosi pagare un certa somma per un certo tempo in modo da recuperare le risorse investite. Il POPOLO ha votato per la negazione di questa abnormità.

Il risultato sarà che le condutture resteranno danneggiate con relativa perdita di preziosa risorsa acqua che oggi viene sprecata per un 47%. Non solo, infatti prima o poi gli enti pubblici di gestione dell’acqua rigorosamente pubblica, per essere in grado di riparare le condotte, dovranno far pagare la stessa somma che avrebbe fatto pagare il privato, senza però esser efficienti come lo sarebbe un privato che non ha interesse a piazzare familiari e amici incapaci ma solo a trarre dalla sua impresa un equo guadagno. Lavorare gratis non piace a nessuno, tantomeno a chi sa farlo bene ed ha l’abitudine di rischiare le proprie risorse.

Altro quesito referendario sostanzialmente estendeva lo stesso principio alla generalità dei servizi pubblici.

Sul quesito riguardante l’energia nucleare non v’è nulla di nuovo da dire che non sia scontatamente in linea coi risultati referendari. SI doveva votare coSI’.

Interessante invece il quarto quesito referendario, su cui più del 54% degli italiani ha espresso un’opinione tra il 12 e il 13 giugno. Il quesito è stato venduto come se si potesse decidere che il premier fosse obbligato a presentarsi in tribunale per i suoi processi e non potesse trovare scuse per non presentarsi. In realtà, per questo ovviamente giusto votare SI, l’abrogazione del cd legittimo impedimento cancella una stortura che ha tentato di rendere alcune cariche pubbliche al disopra della legge più ancora che della magistratura (che, andrebbe ricordato sempre, ha lo stesso obbligo di attenersi al Diritto e non la facoltà di mettersi al di sopra di esso ricorrendo in modo subdolo all’interpretazione cd creativa. Gli Ulema si trovano anche in Italia). Deve ricordarsi che l’abrogazione ottenuta con il SI, ha il solo giusto risultato di ripristinare il principio di eguaglianza e di rispetto del Diritto. Infatti anche a seguito dell’abrogazione non c’è magistrato che possa obbligare Il premier a presentarsi in tribunale se questi ha una valida ragione, prevista dalla legge, per fare altro e altrove. Con buona pace del referendum.

Ma tutto questo è ormai solo fuffa giacchè, come tutti hanno capito, il referendum era per lo più lo strumento offerto alla popolazione per far capire al governo che la maggioranza degli italiani è contraria alle pseudo politiche che sta mettendo in essere da qualche anno e soprattutto la contrarietà alla persona di Berlusconi come uomo che possa rappresentare il Paese.

Perfetto. Risultato raggiunto e Paese in festa. Perfino lo scrittore cileno Skàrmeta, al festival delle letterature di Roma, con un suo racconto inedito ha colto l’occasione per strappare facili applausi con la sua bravura e la sua simpatia. Il suo valzer del No, è stato uno splendido esempio di quel ch’è giusto faccia l’arte, tentando di dare una lettura della realtà, mostrando alternative e guardando oltre, con passione e lungimiranza. La recitazione e il momento storico fanno poi il resto. In ogni ambito.

Quindi giù tutti a inneggiare al referendum come simbolo di democrazia assoluta. La salvezza e la vita. Giù il valzer di chi si arroga meriti e millanta ruoli determinanti, giù e su chi interpreta il volere della gente, etc etc.

I radicali i referendum li han sempre promossi e nessuno se li è mai cagati troppo. Evidentemente ci voleva un po’ di populismo e demagogia per offrire una birra fresca al popolo stanco di un premier alla frutta.

E ora? Giù ancora sull’onda del successo con altri 4 nuovi entusiasmanti quesiti referendari perché, come sa il fabbro, il ferro si batte finché caldo. Il che la dice lunga sull’idea che i promotori possono avere del POPOLO.

Quali sono i nuovi quesiti? Si riferiscono all’abrogazione di alcune maialissime parti della nostra insulsa legge elettorale. Che, se non ci pensa il Parlamento (per almeno tre ovvie ragioni) ci deve pensare il POPOLO imbeccato, diciamo così, dai Promotori. Si propone al cittadino di esprimersi circa l’abrogazione del meccanismo delle liste bloccate (SI, subito), ma anche l’abrogazione del premio di maggioranza, dell’indicazione in  scheda del futuro premier nonché della soglia di sbarramento. E su questi tre il mio è un NO deciso e distribuito.

Chi propone questi quesiti sa, meno ancora del POPOLO a cui si rivolge, a cosa quegli strumenti servono e quale ratio li abbia  resi necessari, essendo l’Italia il Paese europeo con la più difficoltosa governabilità in assoluto.

Ok, lo sbarramento più basso aiuterebbe ad avere in Parlamento maggior rappresentanza di tutte le idee. Questo però in un Paese normale. In Italia servirebbe (ed è servito) soltanto al dilagare di piccoli inutili partiti che invece sarebbe giusto debellare quanto il concetto stesso di partito. Senza un premio di maggioranza avremo ancora Camere inoperose e, se possibile, ancor più incapaci di giungere a qualsivoglia decisione. Senza l’indicazione di un premier a monte si darebbe spazio ad accordi (che magari l’elettorato potrebbe non condividere) non prenegoziati in un programma elettorale ma, come si faceva una volta, una volta verificate le condizioni di governabilità in Parlamento. Un bel ritorno agli impiastri della vecchia politica del pentapartito, però senza quei gentiluomini che allora avevamo la fortuna di avere a rappresentarci. Oggi dovrebbero trovare un accordo post elezioni omminicchi come Berlusconi, Bossi, DiPietro, Bersani, Vendola, Casini, Fini e tutto il sottobosco di quaquaraqua che gira loro attorno.

A questo punto non resta che chiedersi, a quando un quesito referendario che (peccato non si possa farlo) chiami gli italiani a decidere l’abrogazione delle tasse, della Costituzione tutta e lo scioglimento perpetuo di Camera e Senato?

 

Massimo Murru

 

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16 commenti

  1. Maurizio Ippoliti scrive:

    “In realtà il quesito chiedeva se fosse giusto che i privati potessero ricavare un equo guadagno a fronte della gestione della rete idrica”… in realtà uno solo di quei si era un no….infatti il mio voto, in quel caso, è stato un no :-D

  2. taccuinodiwatson scrive:

    La cosa veramente importante era votare. A quelli che potendo, scelgono di non andare a votare, io sospenderei il dirittodovere di voto.

  3. valentina scrive:

    Io invece propongo un referendum per votare MASSIMO MURRU FOR PRESIDENT!
    Sarebbe un illuminante dittatore illuminato! :-)

  4. valentina scrive:

    aggiungo che concordo su tutta la linea, con qualche precisazione: va bene l’indicazione diretta del premier, e pure il premio di maggioranza, no alle liste bloccate e si alle preferenze, mentre lo sbarramento potrebbe non essere necessario se il premio di maggioranza fosse tale da assicurare comunque la governabilità. Oppure si stabilisce una soglia di sbarramento sufficientemente alta da rendere inutile il premio di maggioranza. Entrambe le cose direi di no. Ma in ogni caso non basta una legge elettorale ordinaria per fare questo, ci vuole una norma costituzionale che la sorregga, altrimenti rischiamo gli inciuci e i pasticci cui assistiamo ormai ininterrottamente da decenni. Non mi pare infatti che la legge elettorale attuale, che pure prevede indicazione del premier + soglia di sbarramento + cospicuo premio di maggioranza ci abbia salvati dagli accordi post elettorali nè dai voltaggabana che pregiudicano continuamente la governabilità tenendo sotto scacco un intero Paese. Non mi pare insomma che i governi della cosiddetta seconda repubblica (che poi in realtà non è mai esistita giuridicamente, siamo sempre rimasti alla prima, visto che non c’è mai stata una seconda Assemblea Costituente!)siano più stabili di quelli che li hanno preceduti, anzi…:-(

  5. Federico scrive:

    L’unica vera domanda da porsi sarebbe cosa le paghiamo a fare le tasse se tutti i servizi alla comunità vengono privatizzati. In questo senso sì che sarebbe giusto abrogarle.

    Non credo che la soluzione ai problemi delle stato in cui versano le condutture idriche del paese sia quello di metterle in mano ai privati con conseguente lievitazione delle tariffe e (probabile) conseguente disinteresse a questa lievitazione da parte dello stato e i cittadini lasciati soli (cosa che succede sempre più spesso)e non tutelati nei loro diritti essenziali.

    Ringraziamo comunque Massimo per lo spirito critico e pungente con cui è in grado di affrontare qualsiasi tema.

  6. valentina scrive:

    I servizi pubblici di natura economica, tra cui appunto l’erogazione di acqua, ma anche luce, gas, ecc., può tranquillamente essere gestito da privati sotto il controllo di autorità pubbliche (gli enti locali, il garante per la concorrenza, ecc.) che garantiscano il rispetto dei diritti dei consumatori. Non credo che la gestione pubblica, soprattutto se già si è dimostrata inefficiente, garantisca proprio nulla al cittadino. Vedi quanto si paga oggi per l’acqua, la raccolta dei rifiuti, ecc.! senza contare che paghiamo una tassa a fronte di servizi erogati male (a voler essere eufemistici!). E’ ovvio che la gestione privata trasformerebbe quella che oggi è una tassa nella retribuzione per un servizio reso. Meglio pagare tasse per servizi inefficienti o retribuire il privato per un servizio efficiente? io preferisco la seconda soluzione, purchè ci sia un serrato controllo pubblico contro le speculazioni dei privati. Non ci serve uno Stato che abbia le mani in pasta dappertutto. Lo Stato dovrebbe concentrare le sue risorse su quei servizi che non hanno natura meramente economica (istruzione, sanità, ecc.) e controllare che il privato abbia il suo spazio nel rispetto delle regole

  7. Massimo scrive:

    Mi trovo costretto a interrompere la mia seduta di montaggio per rispondere a questo insulso consesso :-)

    @ Vale,
    se non si fa neanche una legge ordinaria qui “canta gallo che la sveglia suona”… Per cui ben venga il dibattito che porti a una buon maggioritario uninominale con doppio turno, per cominciare. La soglia di sbarramento mi tiene fuori (e a lungo andare cancella)i partiti creati ad hoc per ricevere rimborsi elettorali e distrarre il voto degli elettori più …diciamo distrattamente ingenui. Il premio di maggioranza regala un bonus indispensabile in Italia che come sappiamo è divisa e non è una come Costituzione vorrebbe.
    Non è esatto che non abbia funzionato in questa legislatura…anzi. E’ semmai vero che dello strumento si è abusato per interessi personali del premier.Ovviamente non posso che concordare sulla cd seconda repubblica dei cachi ma obietto sugli accordi scilipotiano. Infatti, questo genere di accordi è figlio della legge elettorale che ha portato in Parlamento dei quaquaraqua e non degli Uomini(e Donne), cosa parzialmente risolvibile con un diverso tipo di selezione elettorale. Da qualche parte si deve cominciare.

    @ Federico,
    ringrazio per i ringraziamenti e per lo spirito critico con cui criticamente ma auspico più analiticamente si commenta su qualunque tema :-)
    Infatti,sono d’accordo con te che certe spese potrebbero essere affrontate con i denari che si spendono invece per le guerre, per le province e per l’amministrazione della cosa pubblica, etc. Solo che qui si tratta di come risolvere i problemi. Per cui non siamo in guerra per un vezzo ma per accordi internazionali che altri vantaggi ci danno(che poi io in guerra non ci andrei è altro paio di mutande); le province le abolirei ieri anche perché so come ci si entra in pianta stabile e come ci si lavora (avendo dato il mio contributo)epperò fa comodo ad alcuni avere scanni da riempire; idem sull’amministrazione della res publica.
    Però noi del Taccuino tentiamo di sfuggire il populismo e la demagogia, a differenza degli accoliti del PDL così come di altre non troppo ben identificate greggi viola di provenienze varie. Dobbiamo guardare a come son cresciute le tariffe per servizi pubblici pagate ad enti non privati (osservare gli aumenti dei costi dei servizi pubblici essenziali nell’ultimo decennio)e vedere la qualità dei servizi offerti. Fare poi altrettanto, in Italia e all’estero (vedasi soprattutto Germania), con i servizi passati alla gestione dei privati. Da qui e non da posizioni di principio discendono le conclusioni che portano ad affermare quanto nel mio post.
    Quanto alla conclusione del tuo commento, purtroppo finché ci saranno cittadini che preferiscono avere uno sconto che farsi rilasciare una fattura o fare una denuncia per quieto vivere o per risparmiare in salute…l’italiano non meriterà di essere trattato diversamente, perché ha esattamente quello che si merita e cioè lo strapotere degli incapaci furbi bulletti cialtroni che vivono prevaricando e raccontando fregnacce. Con tutto il rispetto per la Fregna ;-)

  8. Massimo scrive:

    Concordo, ovviamente, con ogni carattere dell’ultimo commento di Valentina.

  9. valentina scrive:

    caro Massimo, grazie per aver onorato della tua presenza questo “insulso consesso”.
    I quaraquaqua in parlamento non ci sono entrati solo grazie alle liste bloccate di questa legge elettorale, ma più semplicemente perchè questo è quello che passa il convento della politica oggi in Italia, purtroppo. Non mi pare ci siano tanti De Gasperi dietro l’angolo, sinceramente, salvo pochissime eccezioni (forse).
    Sui Fini e gli Scilipoti (e tra poco i Bossi)stenderei un velo pietoso.
    Ribadisco invece che una nuova legge elettorale ordinaria non servirebbe (quasi)a nulla, senza adeguate riforme costituzionali. Ma se vogliamo prendere per il culo la gente, allora facciamo pure

  10. Anonimo scrive:

    Caro Massimo, mi tocca fare il bastian contrario sul discorso dell’acqua… non tanto perché quanto scrivi sia sbagliato, quanto perché il discorso è più complesso.
    Premessa: referendum sull’acqua = bluff! L’italiota – anche stavolta più che altro ital-idiota – si è bevuto la favola che si volesse privatizzare l’acqua. Le acque rientrano tra i c.d. beni demaniali necessari e, in quanto tali, sono assolutamente inalienabili ERGO non possono privatizzarsi. Questa nota, talmente scontata da far sorridere persino uno scolaro di prima media, evidentemente non lo è stata per gli strilloni che in piazze e tv ciarlavano di privatizzazione dell’acqua e per tutti gli ingenuotti che diligentemente sono andati a votare…
    Gli acquedotti, invece, rientrano nel demanio accidentale e come tali possono GIA’ essere gestiti da privati su concessione pubblica.
    Facciamo il punto: la normativa “referendarizzata” prevedeva la regolamentazione di qualcosa che già si può fare, non rientrando la gestione delle reti idriche nel demanio necessario dello stato e/o regioni.
    Una riflessione più approfondita aiuta a comprendere perché il referendum è inutile.
    In primis ricordo che la regolamentazione UE in materia impone che gli stati membri regolamentino la concessione delle reti idriche alla gestione privata! Questo significa che la favola della persistenza delle reti idriche pubbliche è da tempo divenuta, appunto, favola, perché esista o non esista questa legge ora sottoposta a referendum, la UE impone che ai privati si arriverà comunque! Badate che, a prescindere, non esiste una legge ordinaria dello stato che vieta la privatizzazione delle reti idriche.
    Quindi il referendum ha solo rimandato qualcosa che comunque succederà: è stato un grande bluff, servito unicamente – come dice Massimo – a chiamare la sgradevole massa a raduno per una nuova sollevazione giacobina. Tifando il sottoscritto per i Vandeani, dei giacobini saprei che fare…

    Circa il legittimo impedimento poco mi curo. Delle sorti di governi e politici di destra e sinistra “me ne frego”, non so se ben mi spiego! E dato che non solidarizzo con la democrazia – e dato che è chi vota a dare legittimità alla plebe sugli scranni parlamentari – io dico che il legittimo impedimento dovevate tenerlo! Non potete mandare quelli che sapete ladroni in parlamento e poi lasciare che i minus-strati (o magistrati, non ricordo…) li perseguano! Li avete mandati a montecitorio, gli avete dato carta bianca per fottervi e poi non li proteggete quando vi fottono! Che razza di sadomasochismo è, perdio!

    Nucleare: sono per la DECRESCITA assoluta e improcrastinabile! Sono un ardente sostenitore di Blondet e delle sue tesi sulla decrescita. Il nucleare è l’abominio più grande della storia! Non foss’altro perché, insieme e dopo l’invenzione della polvere della sparo, ha tolto ogni nobiltà a quello che per secoli è stata l’espressione più poetica, eroica ed estetica dell’uomo: la Guerra!

    Ciò premesso: ai REFERENDUM non solo preferisco le mie giornate dedicate al Triathlon duro…preferirei una giornata al cimitero: almeno nel camposanto le processioni votive hanno un senso.

    MASSIMO: smettila di provocarmi sennò eccito le sezioni della digos di tutto il web!!! :-)

  11. salvatore scrive:

    scusate l’ultimo post era mio… Salvo

  12. Massimo scrive:

    Cara Ballantine, è un onere e nondimeno un onore onorare il consesso della mia disonorata e maleodorante presenza :-) ma bando ai virtuosismi non concordo con la tua ultima annotazione. Chi è in Parlamento c’è perché dopo aver leccato qualche culo (e manco solo quello) e dopo aver fatto e promesso altrettanti favori…qualcun altro l’ha messo nelle liste che qualcuno ha votato.
    Che poi la legge elettorale non consenta a chiunque di candidarsi e che i partiti, feccia della democrazia, non abbiano trovato di meglio da candidare (o forse hanno temuto i più giovani talentuosi) …non mi pare irrilevante.
    Forse è vero che lamentarsi è più facile che darsi una mossa per cambiare le cose e forse per questo, anche all’interno dei consolidati partiti chi poteva rappresentare una voce diversa ha invece taciuto. Cosa in cui il solo Vendola e i suoi avanzi di sinistra antagonista, di questo gli va dato merito, hanno mostrato di non condividere. Che poi lui sia un chiacchierone vacuo più uso a filosofeggiare invano che ha proporre soluzioni…questo è altro sorso d’acqua…pubblica.
    Una legge ordinaria vorrebbe dire oggi, che in Parlamento esiste una possibile maggioranza diversa da quella al governo. Questo infatti non voterebbe mai una riforma elettorale se non costretto ma se Bersani, tra una macchia di giaguaro e l’altra, trova il tempo di insistere a lavorare ai fianchi di una parte della Lega (che ora comincia a stringere il culo);si avvicina ai radicali ed al Centro, che in Italia fa la differenza, mollando affanculo i vari Dipietro, Vendola, pseudo grillini sparlanti e pensionati vari…evitando gli stessi errori di Prodi … forse le cose potrebbero cambiare grazie a un’esemplare maggioranza finalizzata ad un riforma urgente quanto un profilattico nei peggiori bar di Caracas. E al massimo gli esclusi d’opposizione dovranno uscire dall’aula ma con che faccia coi loro elettori? Ma se vogliamo prendere per il culo la gente, che magari gradisce pure, possiamo farlo dicendo che è troppo difficile cambiare le cose ma in verità basta volerlo e crederlo assolutamente necessario e fare quel che serve per realizzarlo. Magari facendo attenzione a che il condom non sia bucato. Le riforme costituzionali si faranno con quelli che saranno rieletti. Non con questi cani morti da rapina.

  13. Massimo scrive:

    :-) Ringrazio Salvatore per le sue integrazioni e precisazioni.

  14. salvatore scrive:

    …precisazioni molto polemiche ;)

  15. Maurizio scrive:

    …e dopo essermi divertito a leggervi non posso che scegliere una citazione fra le tante e postarla…
    “Se solo avessi saputo…avrei fatto l’orologiaio”. Albert Einstein.

  16. Federico scrive:

    x valentina:
    “purchè ci sia un serrato controllo pubblico contro le speculazioni dei privati. Non ci serve uno Stato che abbia le mani in pasta dappertutto. Lo Stato dovrebbe concentrare le sue risorse su quei servizi che non hanno natura meramente economica (istruzione, sanità, ecc.) e controllare che il privato abbia il suo spazio nel rispetto delle regole”. Il problema è proprio questo, che il controllo serrato da parte dei poteri pubblici non c’è, o per menefreghismo o peggio ancora perchè ci sono legami profondissimissimi tra politici e affaristi o imprenditori che dir si voglia…poi non parliamo di servizi come istruzione e sanità che se fosse per questo governo sarebbero totalmente privatizzati già da tempo…e per favore risparmiate il commento che se devi fare una tac privatamente la fai il giorno stesso che la richiedi e invece alla asl la fai dopo 6 mesi (se sei sforunato) come dimostrazione che il privato funziona meglio…è ovvio e questa risposta per me è demagogica…(e qui entra in gioco massimo) non credo che sia da demagogo o da populino affermare che bisogna migliorare i servizi pubblici piuttosto che svenderli ai privati… chiaro che bisogna trovae una soluzione ai problemi…solo che non credo la soluzione sia affidarsi ai privati sempre e comunque…non lo Stato ma il Governo ha le mni in pasta dappertutto…già le w le intrcettazioni che ogni giorno ce lo confermano nel cso ancora non lo sapessimo…quindi finchè non ci saranno autorità in grado di far rispettare le regole ai privati andiamoci con i piedi di piombo solo questo dico…inoltre la legge obbligava entro un termine ultimo a “svendere” ai privati la gestione delle reti idriche quindi allora mi domando…ma se la lege ronchi non cambiava nulla e il referendum è stato uno strumento giacobino…forse più che inutili i referednum era inutile la legge…o no?????o si tratta di una domanda populista e demagogica?????

    x massimo: “purtroppo finché ci saranno cittadini che preferiscono avere uno sconto che farsi rilasciare una fattura o fare una denuncia per quieto vivere o per risparmiare in salute…l’italiano non meriterà di essere trattato diversamente, perché ha esattamente quello che si merita e cioè lo strapotere degli incapaci furbi bulletti cialtroni che vivono prevaricando e raccontando fregnacce”…purtroppo hai perfettamente ragione ma io sono troppo buono e mi piace pensare che la maggior parte degli italiani non sia così anche se ogni giorno ne ho riprova contraria :-(

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