Hosting gratuito e dominio gratis offerti da HostingGratis.it

GOAL and (GAME)OVER

ATTUALITA', Cronaca — By Massimo on giugno 9, 2011 at 11:43

 

Chi vincerà? Quante ne faranno? Ne faranno almeno tre? Nel tempo in cui le scommesse sulle partite di calcio sono legalizzate (a patto di farle con le società che il governo autorizza dietro lauto scambio di favori e proteggendole dalla concorrenza, per quanto possibile) ancor più imperversano, come hanno sempre fatto, gli allibratori della mala e quelli di quartiere. Dentisti e macchiette sostituiscono veline, ministri, lapdancers e bocchinare laureate. Sempre d’igiene orale si parla. Sarà per questo che una volta si diceva  “Sciacquati la bocca!” ai bambini che usavano un linguaggio colorito quando non addirittura scurrile. Ma in tempi in cui i giornali li scrivono quelli che a mala pena hanno letto il libretto degli assegni che staccano, o si fanno staccare, e la marca degli slip che abbassano, che ci si può aspettare?

E’ un’ipocrisia fingere di sorprendersi perché le scommesse riconquistano gli onori della cronaca. Scandalo scommesse, Scommettopoli, quest’estate i media e i loro fantasiosi quanto ignoranti scribacchini, hanno deciso l’argomento che attirerà i tifosi. La calunnia che striscerà sui banconi e i tavolini del Bar Sport. E non c’entrano ne Benni ne Rossini, per quanto s’alzi il venticello più maleodorante.

Una volta i calciatori cambiavano maglia con le bombe di Maurizio Mosca, oggi le bombe che esportano la democrazia in casa dei dittatori vecchi amici non fanno più notizia e allora curiamo la tiratura con altre carote e il solito ignobile bastone della cronaca giudiziaria. E che importa se un fesso ha solo scommesso forte su una partita? Se un addicted ha fatto una puntata sull’Over in Inter-Lecce? Manco l’avesse fatta sulle migliori difese del campionato o sulla sconfitta del Napoli col Parma, che in trasferta aveva bisogno si salvarsi. Che poi i partenopei abbiano un gran bisogno di liquidità per il mercato in vista della Champions League; che vincessero al primo tempo; che durante l’intervallo si sia riscontrato un boom di puntate sulla vittoria del Parma, specie a Secondigliano; che un camorrista, il piccolo Lorusso, di Secondigliano, fosse in prima fila pur non essendo abbonato RAI … qualche dubbio ci può anche stare.

Butta subito i nomi noti in prima pagina insieme agli ignoti che si son fatti beccare con le mani nella marmellata ed ecco che, magicamente, uno scommettitore sospettato diviene un sicuro colpevole che getta merda sul suo glorioso passato, sul calcio, sull’Italia per bene e che lavora (ma esiste?). “Abbiate pietà!” implorano ma soprattutto abbiate pazienza: un sospetto non è un fatto accertato. Quando si imporrà ai Media di rispettare la deontologia o pagare davvero per il proprio opportunismo? E che importa se il giorno dopo o il mese dopo o, in Italia, cinque anni dopo, un fascicolo viene archiviato, un sospettato scagionato o un imputato dichiarato estraneo ai fatti? L’importante è che se ne parli. Questa è la Comunicazione moderna. E che importa se l’Escherichia.coli davvero viaggi su questo o quell’ortaggio, l’importante è parlarne, e se la gente non compra più … chi se ne frega … magari è addirittura l’effetto voluto. Terrorismo industriale? Agricoltura moderna ai tempi della libera concorrenza. “Una bomber” non era certo uno sprovveduto morto di fame.

E ogni tanto tocca al Calcio. Che ci girano troppi soldi e gl’invidiosi s’incazzano e il businessman vuole partecipare ai profitti. Il mondo dorato di campi d’erba verde e polvere bianca … dove stanno i campi di pietre e patate, gli zaini nell’angolo della piazza, ove si giocava una volta sognando d’essere al Santiago Bernabeu, a Wembley o al Maracanà? Conti correnti e atleti in sovrappeso; auto supersportive su cui sfrecciare oltre i limiti o parcheggiare in centro al posto dei disabili; belle veline dai seni (RI)disegnati e ville sontuose d’oro e marmi fin troppo pregiati; addominali scolpiti, sfilate di moda e foto sulle riviste; “Lei non sa chi sono io? Cazzo”.

Dov’è finito il calcio? Quello di una volta? Quello giocato, che si vedeva allo stadio o sognava ascoltandolo a Tutto il calcio minuto per minuto. Lo sport di strategia e sacrificio, spettacolo sublime nel quale undici uomini diventano una cosa sola e si muovono in armonia passandosi la palla. Lo sport che faceva sognare bambini e adulti, che giravano l’Italia andando in trasferta a seguire i loro beniamini; il grande Torino, il Milan di Sacchi e il Foggia di Zeman; l’Ungheria del ’54 e l’Olanda del ’74; le rovesciate di Pelè, Parola e Prati; le stoccate di Puskas, Riva e Koemann; le serpentine della “saeta rubia” DiStefano, di Maradona, Mazzola e Baggio; le parate di Jashin e  i lanci di Rivera; le irridenti rabone e i sombreri dei sudamericani strafottenti, i tackle di Baresi … che fine ha fatto tutto questo? Possibile sia tutto finito? Rimasto sugli album anni ’30-’80 delle figurine Panini o che sia ben nascosto nella povertà dei polverosi campionati dilettanti? O forse manco là, forse è sempre stato solo un sogno. Scommettiamo?


Massimo Murru

 

Tags: , ,

1 commento

  1. Daniele scrive:

    Vado a fa na puntatina, va….

Leave a Comment


*
Nice Theme
Nice Theme
WordPress Themes