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ANY QUESTIONS?

Primo Piano, Teatro — By Valentina on maggio 14, 2011 at 15:05

 

Sembra il titolo di un nuovo quiz show, o anche di un talk show, se preferite, di quelli “uno contro tutti” che tanto spesso la televisione ci propina.

Se non ci sono altre domande, infatti, è un titolo “televisivo”, scelto da Paolo Virzì per questa sua fatica teatrale (di cui è autore e regista) in scena al Teatro Eliseo di Roma fino a domenica 15 maggio, che vede protagonista uno strepitoso Silvio Orlando nelle vesti di Michele Cozzolino.

Ma chi è Michele Cozzolino?

È l’emblema dell’Uomo Medio, anzi, Mediocre, dell’Uomo Qualunque che ogni giorno incontriamo per strada, in ufficio, il vicino di casa, l’edicolante all’angolo, e che in qualche modo rappresenta, in fondo, ciascuno di noi.

Collegandosi al sito web WWW.ANYQUESTIONS.IT ci si ritrova immersi nell’universo creato intorno a questa iniziativa teatral-mediatica. Sulle orme di meccanismi di promozione ormai noti e che coinvolgono i new media, si possono avere informazioni sulla vita di Michele Cozzolino nella prospettiva della sua partecipazione allo show interattivo “Any Questions?”. Chi è? Cos’ha combinato nella sua vita? Quali sono le persone che in essa hanno avuto un ruolo particolare?

E in tutto questo, rispondendo a domande sulla vita di Michele Cozzolino si ha la possibilità di farsi risucchiare dall’universo creato e perfino vincere dei premi.

Lo stesso universo anticipato dal sito è poi ripreso nella cosiddetta Cartella stampa all’ingresso del Teatro.

Un eccellente esempio di new transmedia communication.

Virzì utilizza tutti gli ingredienti che tanto vanno di moda nella TV dei nostri giorni: qualche goccia di reality, una salsa di contenitore mattutino e pomeridiano per casalinghe annoiate, aromi di varietà, un pugno di carrambate, una spruzzata di corrida, qualche manciata di interventi/domande dal pubblico, un pizzico di sproloquio dell’immancabile intellettuale di turno e, infine, il tocco da vero chef: il sondaggio, inutile e insensato, con il quale il pubblico, in sala a da casa, esprime una valutazione sulla vita del personaggio …

Uno spettacolo divertente, quindi, che ci offre uno spaccato tragicomico dell’insulsa banalità televisiva cui ci siamo ormai abituati, tra vallette attempate e conduttori/opinionisti ridotti a macchiette di se stessi, giusta cornice all’irriverente rappresentazione della varia umanità che ci circonda.

Strepitoso Silvio Orlando, come si diceva, che a teatro rende ancor meglio che al cinema, con la sua innata  e auto-ironica capacità mimica, in grado di coinvolgere il pubblico con una sola espressione, un solo sguardo, un solo gesto…

Ma ottimo è anche tutto il resto del cast (tra cui Lorenza Indovina, Francesco Brandi, Segio Albelli, Antonio Petrocelli, Sergio Vannucci, Marina Rocco, Fortunato Cerlino, Roberto Citran e Chiara Sani), al pari della regia di Virzì.

Una regia magistrale che unisce la vitalità coinvolgente del teatro con i ritmi e le alchimie tecnologiche proprie della televisione e del cinema. Un palcoscenico, un set, uno studio televisivo o molto di più? Pannelli maxischermo e riprese live con inquadrature suggestive che moltiplicano l’effetto di coinvolgere lo spettatore. E poi la magia dei flashback live, resi perfettamente dalla creatività di autori e regista. Peccato solo che, di questo spettacolo, in parte ispirato al film del 1991 “Prossima fermata: paradiso”, la pur brillante scrittura pecchi qua e là di prolissità.

E poi … unico vero neo di questa pièce: il finale, assolutamente inguardabile, un’apoteosi di buonismo di cui proprio non si sentiva il bisogno.

Finale a parte (rigorosamente perdibile, è opportuno ribadirlo), SE NON AVETE ALTRE DOMANDE è godibilissimo, una geniale “messa in scena” (nel suo significato letterale) dello spettacolo della vita (passata) di un uomo insignificante, chiamato a confrontarsi con i suoi amori infelici, i suoi tradimenti, i suoi rimpianti, le sue tante piccole meschinità messe spietatamente a nudo dai conduttori e dal pubblico, senza tanti complimenti e, anzi, con una buona dose di sadico sarcasmo, ma col solo risultato di esaltare la sua profonda umanità.

 

Valentina Monnis e Massimo Murru

 

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