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A.C.A.B.

Cinema — By Filomena on febbraio 1, 2012 at 18:39


…All Cops Are Bastards.

L’esordio cinematografico di Stefano Sollima, in precedenza regista della pluri-acclamata serie “Romanzo Criminale”, si pone tra il genere documentario, quasi cinema-veritè con il pedinamento dei suoi protagonisti, e il film di genere che omaggia il poliziesco italiano degli Anni Settanta, ricreandone le atmosfere tipiche. Si può dire che l’operazione sia (a suo modo) riuscita.

Tratto dal libro di Carlo Bonini, il film, il cui titolo è l’acronimo di All Cops Are Bastards (tutti i poliziotti sono bastardi) racconta la storia di un gruppo di poliziotti del reparto celere. Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini), i protagonisti, sono appunto celerini, sono colleghi, sono amici, sono fratelli e sono italiani che lottano quotidianamente per quella che ritengono di poter definire Giustizia, quella con la “g” maiuscola senza se e senza ma, incrollabili nella loro fede. Sollima è attratto dalla prorompente fisicità dei loro corpi, espressa visivamente nelle numerose sequenze di scontro sul lavoro, ma anche durante il loro tempo libero dove, in momenti poco più distensivi, li ritroviamo a giocare a rugby o a “ripulire” luoghi, mescolando i loro interessi privati al bene collettivo.

Il leitmotiv delle loro giornate è l’espressione di una violenza viscerale, quasi primordiale. È l’odio con cui sono a contatto che li nutre; nutre i loro corpi ma anche le loro menti e, più in profondità, le loro anime. Un odio che li spinge a stare in prima linea, a combattere, negli stadi o in piazza non fà differenza. In definitiva potremmo dire che il vero protagonista della pellicola, il motore dell’intera storia sia l’odio cieco e distruttivo di cui i protagonisti si fanno, volenti o nolenti, portavoce. Questa è la lettura privilegiata con la quale decidiamo di sostanziare il nostro commento al film, lettura supportata dalle stesse dichiarazioni del regista: <<E’ un racconto sulla ricerca di sicurezza, di protezione, ambientato nei giorni nostri, in un paese diviso e perso, sempre più attraversato dall’odio, sempre più radicalizzato nelle sue posizioni, che compone certamente uno sfondo sconfortante, da cui però è bene non distogliere lo sguardo>> ha dichiarato Stefano Sollima.

Il film riesce a rimanere obiettivo, non esprime un parere su cosa sia giusto o sbagliato. In altre parole, non si schiera. Sollima getta un occhio spalancato sulle azioni e non sul pensiero dei suoi protagonisti; così resta solo l’azione, e essa soltanto, a spiegare il pensiero, mancando del tutto un’introspezione psicologica dei personaggi. Tutto ciò che sappiamo su Cobra, il Negro e Mazinga è che la loro vita è il loro reparto, la squadra e il loro lavoro, tutto il resto è secondario. La vita privata è inconsistente, come nel caso del Negro e Mazinga, o del tutto inesistente, nel caso di Cobra; il regista sceglie di non affrontare il lato privato delle loro esistenze, non analizza o rappresenta l’uomo dietro la divisa, bensì il corpo unico del poliziotto con manganello, casco e scudo anti-sommossa.

La pellicola è curata in maniera maniacale nelle scene di pura violenza, in cui la musica incalzante contribuisce a creare il giusto pathos. Ascoltando l’irriverrente “Police on my back” dei Clash, l’energica ”All Cops Are Bastards” dei 4-Skins, l’ipnotica “Snow” dei Chemical Brothers e soprattutto “Seven Nation Army” dei White Stripes si entra nel clima da stadio voluto dagli autori come scenario ideale per raccontare la loro storia di ordinaria violenza. Non a caso molti di questi pezzi sono diventati la base musicale dei cori dei tifosi negli stadi di tutto il mondo.

Filomena Venditti

[youtube XSXy30lqvtw ]

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1 commento

  1. maurizio scrive:

    A mio avviso l’introspezione psicologica dei personaggi viene fuori proprio da quello che loro rappresentano e da ciò che Sollima vuole rappresentare (di cui tu hai parlato)…..e dalle emozioni che i personaggi (e dunque l’impeccabilità degli attori)mi hanno, indiscutibilmente, trasmesso senza togliere o aggiungere nulla alle mie aspettative. Semplice. Ben girato. Ottima fotografia. Splendide e incalzanti le musiche. Intenti riuscitissimi. Un bel film.

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