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LA CURA MONTI

Politica — By Massimo on novembre 17, 2011 at 16:52

Ma quindi che  Programma presenterà Monti?

Rigore, Crescita, Equità. 

C’è da sperare che, tra le cose che dovrà fare necessariamente, si voglia e possa occupare anche della legge elettorale, ricordando che la Consulta valuterà a Gennaio il quesito referendario per l’abrogazione del Porcellum. Però, ad essere onesti, sarà difficile che i “tecnici” se ne occupino.

E di che si occuperanno quindi? Cos’è che devono fare necessariamente? Proprio ora, il professor Monti, lo sta leggendo al Senato … ma non che ci volesse molta fantasia. Quello che faranno è desumibile dallo scambio di lettere tra la BCE e l’ultimo governo Berlusconi … e implicitamente già scritto nelle 39 domande seguite alla fumosa enciclica di risposta spedita da Silvio.

…“Nell’immediato daremo piena attuazione alle manovre varate armonizzandole con la lettera d’intenti inviata alle autorità europee”… e, facendo l’occhietto alla Lega scontrosa, … “credo che il lavoro delle autonomie debba continuare nonostante le difficoltà”.  “Se dovete fare una scelta, ascoltate, non applaudite”, dice Monti, mentre il senatore Castelli invitava a smetterla con gli applausi.

In soldoni, sentiti i gruppi parlamentari e le parti sociali, O’ Professore ed i suoi ministri del “Governo d’impegno nazionale”, si occuperanno di “Rigore, crescita ed equità”.

Pareggio di bilancio con un orizzonte di vent’anni, per riforme serie sostenibili e che soddisfino anche gli speculatori. Si occuperanno di rilanciare la crescita e ridurre il debito pubblico con l’obiettivo di bilanciare PIL e Deficit. Come dire che manterranno la botte piena mentre ubriacheranno la moglie (e di solito, in questi casi, o è altrui il vino o lo è la moglie oppure … si cambia, prendendo una botte e una moglie più piccole).

Lo faranno razionalizzando la gestione delle risorse, a cominciare dalla lotta all’evasione fiscale, sostenuta dal monitoraggio (che non è necessariamente tassazione) dei patrimoni e non solo dei redditi. Dunque, giusta riapertura al redditometro. Ci saranno tagli alla spesa pubblica; taglio del numero delle province e, se il loro Dio vuole, cominceranno i lavori per quelle riforme cost. che consentirebbero di cancellarle del tutto. Riforme cost. necessarie anche per tagliare il numero dei parlamentari e riallocare uno dei due rami del Parlamento. Ma intanto saranno drasticamente ridotti i costi della politica, con auto blu, portaborse, consulenze, etc.

Bando all’illegalità e largo alla giustizia quindi, che oltre alla caccia ai delinquenti dovrà tradursi anche nella lotta alle lungaggini dei processi civili.

Lo faranno anche dismettendo (vendendo) beni e servizi attualmente nel patrimonio dello Stato che non ha modo di gestirli in modo efficiente… a differenza di quanto saprebbero fare i Privati. E sebbene sia stato votato un referendum demagogico … la gestione dell’acqua e degli altri servizi attualmente municipalizzati, saranno in qualche modo privatizzati. D’altra parte, questo esige l’Unione Europea che richiede equità e uniformità. E richiede anche trasparenza ed efficienza nella gestione della spesa dei Fondi strutturali programmati. Quindi massima attenzione ai progetti finanziati; alle grandi infrastrutture; alla lotta alle mafie che, in tempi di vampiri, succhiano dalle casse pubbliche per appalti che finiscono in macerie; e non di meno revisione del punto su ponti irragionevoli e lotta ai NoTav. Chi ha tempo da perdere per manifestare e stare su facebook, in attesa di trovare un lavoro, dovrà studiare di più e meglio. Infatti, i pessimi risultati dei test INVALSI e le bassa concorrenzialità della formazione negli atenei italiani, obbligheranno il governo Monti a procedere a riforme in Istruzione e Formazione Universitaria, senza penalizzare la Ricerca. Non a caso il ministro deputato al miracolo è un ingegnere cattolico che presiedeva il CNR.

Bando agli sprechi. Questo slogan si spende anche per il mercato del lavoro, nel quale “alcuni sono  fin troppo tutelati” (con buona pace della CGIL) e “altri non lo sono affatto”, il che preannuncia provvedimenti a tutela di giovani e donne ma anche rigorose e inflessibili riforme alle pensioni. Basta disparità irragionevoli. Il Ministro del lavoro non nasconde le sue idee in proposito. Uomini e donne tutti in pensione alla stessa età, nel privato come nel pubblico, a partire da domani ma soprattutto seppellendo i rimasugli di sistema Retributivo con adeguamento dei limiti d’età alle aspettative di vita e riduzione dei requisiti per le pensioni sociali.

Per i giovani, si prospetta una riforma degli ordini professionali con abbattimento delle barriere d’ingresso alle professioni ed abolizione delle tariffe minime. Sarà varato un riordino nella materia dei contratti di lavoro per una maggiore flessibilità che non sia sinonimo di Precarietà. Ed all’insegna dell’equità, per i contratti che non siano già in essere, si prospetta anche un affievolimento del tanto mistificato art. 18. Di tutto questo, Landini e Camusso se ne facciano una ragione, in cambio otterranno un sistema serio di ammortizzatori sociali, altrimenti detti sussidi di disoccupazione, e incentivi alle imprese perché si adoperino a investire in capitale umano e strutture. Ma, soprattutto, il lavoro a tempo determinato e parasubordinato sarà reso più costoso di quello a tempo indeterminato. Saranno più gravosi i contributi sociali a carico delle imprese e più alte le retribuzioni dei lavoratori precari. Se le imprese vorranno pagare meno contributi dovranno assumere a tempo indeterminato.

C’è da credere che le banche saranno chiamate a fare la loro parte (in cambio di cosa è tutto da vedere) per rendere reale il credito alle imprese che potranno così nascere e svilupparsi con meno problemi che in passato, magari con compartecipazioni come avviene negli States, dove il Credito non si confonde con l’Usura.

Le imposte saranno riordinate ma non è lecito sperare che diminuiscano se non per le imprese nascenti. Quasi scontata la reintroduzione dell’ICI.

Bando agli sprechi anche nella Pubblica Amministrazione realizzando i propositi di Brunetta, con la pretesa di una maggiore efficienza nella gestione delle risorse materiali ma soprattutto delle risorse umane, che dovranno lavorare di più, meglio, ed accettare riduzioni d’orario e mobilità.

Al Senato mancava il neo ministro della Difesa. Mario “O’ sellerone”, per convocarlo, l’avrebbe svegliato con una telefonata alle ore 3 anti meridiane, mentre riposava sulla sua branda in Afghanistan. Pare gli abbia risposto: Cominciamo bene.

Massimo Murru 

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1 commento

  1. valentina scrive:

    d’accordissimo quasi su tutto quello che dice Massimo, ma Passera al super ministero di sviluppo e infrastrutture proprio non lo digerisco! Però Monti mi ispira fiducia, per cui gli concederò il beneficio del dubbio…
    Intanto per lunedì sono state annunciate le nuove nomine di vice-ministri e sottosegretari, così avremo un’idea di completa dell’equipaggio di questa sgangherata barca della speranza che è diventata l’Italia!
    A proposito di vice-ministri…che dire della gaffe di Enrico Letta che manda un biglietto a Monti durante la seduta della Camera offrendosi, su espressa indicazione di Bersani, come interlocutore per le nuove nomine? che tristezza quell’esultanza finale da miracolato!!!
    Per chi non ne fosse già informato, ecco il testo integrale del biglietto: «Mario, quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso esserti utile dall’esterno. Sia ufficialmente (Bersani mi chiede per es. di interagire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono!»

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