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MAKE A SCENE

Musica — By Alessio on settembre 18, 2011 at 10:59

 

Cantante inglese nota principalmente per i successi Groovejet (If This Ain’t Love) e Murder On The Dancefloor, Sophie Ellis-Bextor (da qui in avanti solo Sophie) ha da poco pubblicato il suo quarto album Make A Scene.

Inizialmente registrato per un già pianificato Greatest Hits, che doveva uscire nel 2008, durante la produzione di alcuni brani si è deciso di cambiare direzione e pubblicare un album di inediti. Gli scontri con la sua etichetta discografica, la Fascination Records, e la nascita del secondo figlio nel 2009, hanno però rallentato l’uscita dell’album fino all’aprile del 2011, quando Make A Scene è finalmente apparso sugli scaffali dei negozi di musica russi e, a giugno, nei negozi inglesi, ottenendo un successo moderato.

Il cd si apre con Revolution, una canzone frenetica dance/rock più o meno nella stessa vena di Catch You (entrambe le canzoni condividono Cathy Dennis come autore). La canzone rimane in testa grazie al ritornello ripetitivo, ma non va proprio a definire quello che sarà l’album di lì in poi. La seconda traccia, Bittersweet rappresenta più l’anima dance/pop di Make A Scene, con i suoi sintetizzatori imponenti e una melodia scritta benissimo. Una curiosità: il singolo contiene anche, come b-side, il brano Sophia Loren, un omaggio all’attrice italiana, utilizzata per uno spot televisivo in Gran Bretagna. Off & On, terzo brano del cd, è stata scritta da Roisin Murphy per il suo album Overpowered ma poi ceduta a Sophie. Figurano i sintetizzatori crudi, tipici di Calvin Harris, ed è forse la canzone più bella  e coinvolgente dell’intero album.

Heartbreak (Make Me A Dancer) non ha bisogno di presentazioni: prodotta dai   Freemasons, possiede il loro inconfondibile groove. È praticamente impossibile rimanere fermi alle note di questa canzone. Not giving Up On Love è, invece, una collaborazione con Armin Van Buuren, uno dei DJ e produttori più apprezzati al mondo nell’ambito della musica trance. Tuttavia, non bisogna aspettarsi trance cattiva e potente dalle melodie di questa canzone. Si tratta di una scelta non comune per Sophie, effettuata con grande classe. Can’t Fight The Feeling è un’altra collaborazione, questa volta con Victor Caldera, decisamente più una canzone da club rispetto a quelle ascoltate finora (escludendo Heartbreak). E’ sicuramente più potente rispetto alle precedenti, con un ritmo incalzante e una bella melodia. Starlight, il singolo prodotto da Richard X, è sicuramente una delle canzoni più belle dell’album, con suoni angelici capaci di evocare immagini di notti stellate.

Under your touch è invece più diretta e profana. Sophie si dichiara pronta per l’amore e la sua convinzione trapela dal ritmo travolgente della canzone. Sembra leggermente lo stile delle Girls Aloud ma con più savoir faire. Make A Scene, la title track, funziona perché diversa da quello che ci si aspetterebbe. Il ritmo rimbalzante e lo strumento a fiato nella base, la rendono una canzone elettro-sperimentale. Il ritornello non è molto forte, ma il groove riesce a compensare. Magic, la seconda traccia prodotta da Richard X, è più o meno sullo stesso genere di Under Your Touch e suscita le stesse sensazioni, a patto di accettare l’incessante vocalizzo iniziale di Sophie. Dial My Number suona come una traccia persa dal suo primo album e ricorda un po’ i sintetizzatori potenti di Evacuate The Dancefloor di Cascada, ma il risultato è decisamente più debole. Insieme alla traccia seguente, Homewrecker, direi che rappresenta la parte meno riuscita e convincete dell’album.

Le ultime due tracce, Synchronised e Straight To The Heart, sono il tentativo di Sophie di entrare nel mondo delle emozionanti electro-ballad per quanto riguarda quest’ ultimo album. Entrambe molto personali, c’è da sottolineare il fatto che il nome dell’album dovesse essere proprio Straight To The Heart, il che fa pensare a quanto sentito il testo di questa canzone possa essere per la cantante.

In definitiva, Sophie è riuscita a mettere insieme un album molto coerente, per lo più dance-elettronico, a metà tra l’emotional pop di Aphrodite di Kylie Minogue e l’elettronica sexy, e allo stesso tempo decisa, di Roisin Murphy. Non a caso i produttori della cantante australiana hanno merito per buona parte delle tracce di Make A Scene, mentre Roisin appare proprio tra gli autori di una delle canzoni dell’album.

Nonostante il poco successo commerciale ottenuto non l’abbia mai aiutata a imbarcarsi in tour mondiali, Sophie Ellis-Bextor è (stata) sicuramente una delle pop star più sottovalutate dell’ultimo decennio. Possedendo un talento che è assolutamente innegabile, speriamo che il viaggio nella musica di questa incantevole cantante non subisca alcuna battuta d’arresto in quanto questa eventualità rappresenterebbe certamente una grande perdita per il mondo pop-electro.

 

Alessio Borraccino

 

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